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Tendenza aperitivo: i 5 must a cui è impossibile rinunciare

Non chiamatelo apericena, perfavore. Vietati i neologismi. Il suo nome è aperitivo e deriva dal latino aperitivus (che apre) ed ha un’unica funzione:  stimolare l’appetito.

Sbagliano coloro i quali hanno cercato di adottare negli ultimi anni espedienti a dir poco gratificanti per il palato, che hanno relegato l’aperitivo in una zona di mezzo, tra l’antipasto e la cena, con l’unico scopo di attirare gli avventori della sera e gli amanti della socialità. Niente di più sbagliato.

Lo scoprì nel V secolo Ippocrate, il quale comprese che per stimolare il senso della fame nei suoi pazienti bastava somministrare loro una bevanda piuttosto amara, a base di vino bianco, assenzio e ruta.

Nei secoli successivi il vinum hippocratum venne utilizzato maggiormente fino a diventare un’abitudine consolidata. Si scoprì che non erano quei particolari ingredienti a rendere l’aperitivum così efficace, ma il retrogusto amaro che lasciava in bocca.

E’ Torino la città a cui dobbiamo riconoscere l’introduzione dell’aperitivo nel costume popolare. Nel 1876 una piccola bottega di liquori incoronò il vermouth come bevanda per eccellenza, e da allora, la storia dell’aperitivo si è evoluta fino a noi, con diverse proposte e versioni sempre nuove.

Un fatto è sicuro. Quando parliamo di aperitivo, non è mai solo il contenuto che dobbiamo considerare, ma l’atmosfera in cui siamo immersi. E’ un rituale per molti: rigorosamente dalle 11 alle 13,00 o dalle 18 alle 20, spesso dopo il lavoro, è l’unico momento in cui rilassarsi e godere di istanti di spensieratezza con amici e colleghi. E’ importantissimo il luogo in cui si sceglie di fare un aperitivo. Una vista incantevole innalza le sensazioni di piacevolezza che questo tempo rituale porta con sé.

E la nostra terra offre scorci suggestivi, panorami mozzafiato e vicoli storici di un’indescrivibile bellezza.

Vediamo quindi quali sono i must per l’estate 2020.

  • Sostenibilità. L’aperitive food  ha valori etici alla base con un’attenzione particolare all’ambiente e ai prodotti di stagione.
  • Bello deve essere anche buono, qualità e completezza dove la tradizione si sposa perfettamente con le ultime innovazioni d’arredo e design. Un esempio su tutti è la storica Baratti & Milano, realtà visionaria che ha dato vita a un business fuori dal comune.
  • L’importanza delle farine. Solo lievitati con lievito madre e grani dell’antica tradizione conditi con olio extravergine d’oliva dop; oltre ad essere eccellenti per la salute, sono buonissimi.
  • Aperitivi tematici: in piccole porzioni e personalizzati. Si va dagli assaggi di crudi all’hummus di ceci e alle scaglie di tonno essiccato con Campari Mule. E per gli amanti del lusso non può mancare la terrina de campagne francese e lo Spritz preparato con il Crémant de Loire al posto del prosecco. Per uno stile più industrial invece il trend gioca sull’ormai classico negroni accompagnato da sashimi di tonno, germogli di soia, tramezzini con gelato al limone o mini humburger. Infine, per onorare la tradizione siciliana, l’intramontabile nero d’avola con salumi e formaggi rigorosamente di alta qualità.
  • Esperienza sensoriale: il mondo del food ormai non può guardare ad un unico aspetto, ma deve essere in grado di coinvolgere tutti i sensi. Un aperitivo di successo sarà sicuramente arricchito da ottima musica o eventi di arte e moda.

Elena Grasso

Aperitif trend: the five must – haves impossible to refuse

Don’t say apericena please. The name aperitif derives from the latin word aperitivus that was born to whet the appetite.

In The last year a lot of winebars or food locals have proposed wrong solutions about the aperitif making it a middle ground between dinner and appetizers to be attractive for customers who love sociality. Nothing could be more wrong.

It was discovered by Ippocrate in the 5th century; to stimulate the sense of hunger in patients he understood that it was necessary to administer a bitter beverage based on white wine, absinthe and rue.

In the following centuries the vinum hippocratum became a habite. It was discovered that they weren’t the particular ingredients to be aperitivum so effective, but the aftertaste that left in the mouth.

Torino is the first town where the apritif was introduced like as an evening ritual. In 1876 a small shop of liqueurs proposed the vermouth like as the aperitif quintessential drink. Since then the apritif history has evolved with different proposals and versions.

When we talk about aperitif, we have to consider non only what we eat but also the atmosphere in which we are. It’ a sacral momento: from 11 to 13 am or from 18 to 20 pm, it’s the only time to relax ourselves and enjoy  with our frineds or collegues. It’ very important to do the right choise to have the aperitive time.

Sicily has got beautiful places, historical streets and breath-taking views.

We’ll see which are the five must-haves for summer 2020.

  • Sustainability. The aperitive food has got ethical values with a particular attention to the environment and seasonal products.
  • Beauty is good, quality and completeness, where tradition is linked to innovation of design. An excellent example is Baratti&Milano company, that has created an original business.
  • The importance of grains. Green light to bread and leavened made with the ancient grains of Sicily. They are excellent for healtly and they are very good.
  • Thematic Aperitif: small portions and customized. We can go from taste of crudité to hummus of chickpeas or flakes of dried tunafish with Campari Mule. For lovers of luxury can’t miss the french terrina de campagne and Spritz made with Crémant de Loire instead of Prosecco. For the industrial style the trend is the classical Negroni with Tuna sashimi, bean sprouts, small sandwiches with lemon ice-cream or mini burgers. At the end, to meet the sicilian tradition, the timeless Nero d’Avola wine with high quality meats and cheeses.
  • Sensory experience: The world of food can’t look at just one aspect. It must envolve all of your senses. A successful aperitif will be enriched by musical, art or fashion events.

Elena Grasso